Anna Banti, pseudonimo di Lucia Lopresti, nasce a Firenze il 27 giugno 1895. Trascorre gli anni dell’infanzia a Bologna; nel 1905 la famiglia si trasferisce a Roma. In terza liceo incontra il professore di storia dell’arte Roberto Longhi di cui si innamora e cui sarà legata per tutta la vita. Conseguita la laurea in Lettere i due si sposano: è il 1924. Dopo il matrimonio decide di abbandonare la storia dell’arte per dedicarsi alla scrittura. Nel 1930, con la pubblicazione del racconto “Barbara e la morte” su «La Tribuna», nasce Anna Banti. La scrittura rappresenta il mezzo per raggiungere l’indipendenza economica e vi si dedica completamente. La sua produzione letteraria comprende: “Itinerario di Paolina” (1937), “Il coraggio delle donne” (racconti, 1940), “Artemisia” (1947), “Le donne muoiono” (racconti, 1952), “Il bastardo” (1953), “Allarme sul lago” (1954), “Le mosche d’oro” (1962), “La monaca di Sciangai” (racconti, 1963), “Campi Elisi” (racconti, 1963), “Noi credevamo” (1967), “La camicia bruciata” (1973), “Un grido lacerante” (1981). Muore a Ronchi di Massa il 2 settembre 1985.