Carlo Cassola nasce a Roma il 17 marzo 1917, ultimo di cinque figli. Nel 1927 s’iscrive all’istituto romano Torquato Tasso; dal 1932 prosegue gli studi al liceo classico Umberto I. Dal 24 novembre 1937 al 31 dicembre 1938 presta servizio militare, dapprima allievo ufficiale a Spoleto e poi ufficiale a Bressanone. Si laurea in giurisprudenza nel 1939. Per due anni insegna a Volterra, dove risiede Rosa, sua futura moglie. Il 20 luglio 1941 viene richiamato alle armi, a Pisa e a la Spezia. Incaricato di far saltare Manarola, disobbedisce ai comandi ma evita la corte marziale perché nei bombardamenti la documentazione accusatoria viene smarrita. Si unisce, a partire dal 1941, prima al movimento liberalsocialista, poi al Partito d’Azione. Nel 1942 diviene professore di ruolo al Liceo scientifico di Foligno. Tra il 1943-44 entra nella Resistenza. Tra il 1944 e il 1945 ottiene la vicedirezione e direzione di giornali antifascisti a Volterra, dove è sfollato. Si stabilisce a Firenze nel 1945 per svolgervi attività giornalistica. Ottiene poi la cattedra di storia e filosofia al liceo scientifico di Grosseto. Muore la moglie. Si risposa nel 1951. Intensa la sua attività di scrittore e giornalista. Muore il 29 gennaio 1987 a Montecarlo di Lucca. La sua produzione letteraria comprende racconti: “La visita” (1942), “Baba” (1946), “Fausto e Anna” (1952), “I vecchi compagni” (1953), “Il taglio del bosco” (1954), “La casa di Via Valadier” (1956), “Storia di Ada” (1967). E romanzi: “Il soldato” (1958), “La ragazza di Bube” (1960, Premio Strega, da cui Luigi Comencini trae l’omonimo film tre anni dopo), “Un cuore arido” (1961), “Il cacciatore” (1964), “Tempi memorabili” (1966), “Ferrovia locale” (1968), “Una relazione” (1969), “Paura e tristezza” (1970), “Monte Mario” (1973), “L’antagonista” (1976), “L’uomo e il cane” (1977), “Il ribelle” (1980).