Don Lorenzo Milani nasce a Firenze il 27 maggio 1923 in una colta famiglia borghese. È figlio di Albano Milani e di Alice Weiss, quest’ultima di origine israelita. Compie i suoi studi a Milano fino alla maturità classica. Nel novembre del 1943 entra in Seminario Maggiore di Firenze. Il 13 luglio 1947 è ordinato prete e mandato in modo provvisorio a Montespertoli e nell’ottobre 1947 a San Donato di Calenzano. A San Donato fonda una scuola popolare serale per i giovani operai e contadini della sua parrocchia. Il 14 novembre 1954 viene nominato priore di Barbiana, una piccola parrocchia di montagna. Dopo pochi giorni comincia a radunare i giovani della nuova parrocchia in canonica, replicando l’esempio della scuola di San Donato. Il pomeriggio fa doposcuola ai ragazzi della scuola elementare statale. Nel 1956 organizza per i primi sei ragazzi che hanno finito le elementari una scuola di avviamento industriale. Nel maggio del 1958 dà alle stampe “Esperienze pastorali” iniziato otto anni prima a San Donato. Nel dicembre dello stesso anno il libro è ritirato dal commercio per disposizione del Sant’Uffizio, in quanto ritenuta “inopportuna” la lettura. Nel febbraio del 1965 scrive una lettera aperta a un gruppo di cappellani militari toscani che in un loro comunicato definiscono l’obiezione di coscienza “estranea al Comandamento cristiano dell’amore e espressione di viltà”. La lettera è incriminata e don Lorenzo rinviato a giudizio per apologia di reato. Al processo, che si svolge a Roma, non può essere presente a causa della sua malattia. Invia ai giudici un’autodifesa scritta. Il 15 febbraio 1966 il processo in prima istanza si conclude con l’assoluzione ma, su ricorso del pubblico ministero, la Corte d’Appello, dopo la morte di don Lorenzo, modifica la sentenza di primo grado e condanna lo scritto. Nel luglio 1966 insieme ai ragazzi della scuola di Barbiana inizia la stesura di “Lettera a una professoressa”. Muore a Firenze il 26 giugno 1967. (fonte donlorenzomilani.it)