Federigo Tozzi nasce a Siena il primo gennaio 1883 nella casa di via dei Rossi soprastante la trattoria gestita dal padre. Frequenta le scuole tecniche e poi l’Istituto d’arte, con scarso interesse. Milita nel Partito socialista, scrive articoli di critica, poesie e novelle per diversi settimanali e periodici di estrazione anarco-sindacalista come “Siena Nuova” e “Pagine libere”. Nel 1908 muore il padre, sposa Emma Palagi, lascia l’impiego alla stazione ferroviaria di Pontedera e si trasferisce nel podere di Castagneto, ove si dedica in toto all’attività letteraria. Pubblica su alcune riviste; nel 1913 fonda la rivista letteraria “La Torre” insieme all’amico Domenico Giuliotti. Nel 1914 si trasferisce a Roma; nel 1918-19 è impiegato stabilmente presso la redazione del “Messaggero della Domenica”, supplemento culturale del quotidiano romano diretto da Luigi Pirandello. Muore a Roma il 21 marzo 1920. La sua produzione contempla: “Bestie” (1917), “Con gli occhi chiusi” (1919). Postumi: “Ricordi di un impiegato” (1920), “Tre croci” (1920), “Giovani” e “L’amore” (novelle, 1920), “Il podere” (1921), “Gli egoisti” (1923). (fonte federigotozzi.unisi.it)