Franz Werfel nasce a Praga il 10 settembre 1890. Figlio di un commerciante ebreo, è soldato austriaco nella guerra del 1914; dopo il 1918 si trasferisce a Vienna e sposa la vedova di Gustav Mahler. In Italia al momento dell’annessione nazista dell’Austria, emigra in Francia e da qui, nel 1940, riesce avventurosamente a raggiungere gli Stati Uniti. Muore a Los Angeles il 26 agosto 1945. È autore di romanzi, poesie, testi teatrali. Qui ricordiamo: “L’amico del mondo” (poesie, 1911), “Noi siamo” (poesie, 1913), “Il giorno del giudizio” (poesie, 1919), “Il colpevole non è l’assassino ma la vittima” (racconto, 1920), “Evocazioni” (poesie, 1923), “Anniversario dell’esame di maturità” (romanzo, 1928), “Barbara ovvero la devozione” (romanzo, 1929), “I quaranta giorni di Mussa Daagh” (romanzo, 1933), “Sonno e risveglio” (poesie, 1935), “Il canto di Bernadette” (romanzo, 1941), “Una scrittura femminile azzurro pallido” (racconto, 1941), “Il pianeta dei nascituri” (romanzo, postumo, 1946).