Giorgio Agamben nasce a Roma il 22 aprile 1942. È saggista e docente di estetica presso le università di Macerata (tra il 1988 e il 1992), Verona (1993-2003) e IUAV di Venezia. Promuove e cura per Einaudi, fino al 1996, l’edizione italiana delle opere di W. Benjamin. Tra le sue opere: “L’uomo senza contenuto” (1970), “Stanze: la parola e il fantasma nella cultura occidentale” (1977), “Infanzia e storia: distruzione dell’esperienza e origine della storia” (1978), “Idea della prosa” (1985), “La comunità che viene” (1990), “Homo sacer: il potere sovrano e la nuda vita” (1995), “Categorie italiane: studi di poetica” (1996), “Mezzi senza fine: note sulla politica” (1996), “Quel che resta di Auschwitz: l’archivio e il testimone” (1998), “Il tempo che resta” (2000), “L’aperto: l’uomo e l’animale” (2002), “Stato di eccezione” (2003), “La potenza del pensiero” (2005), “Il regno e la gloria” (2007), “Il sacramento del linguaggio” (2008), “Nudità” (2009), “Angeli. Ebraismo cristianesimo Islam” (con E. Coccia, 2009), “Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita” (2012), “Il mistero del male. Benedetto XVI e la fine dei tempi” (2013), “Pilato e Gesù” (2013), “Il fuoco e il racconto” e “L’uso dei corpi” (2014), “Stasis. La guerra civile come paradigma”, “L’avventura e Pulcinella ovvero divertimento per li ragazzi in quattro scene” (2015), “Che cos’è la filosofia?” (2016), “Che cos’è reale?” (2016), “Autoritratto nello studio”, “Karman”, “Creazione e anarchia” (2017), “L’opera nell’età della religione capitalistica” e “Il Regno e il Giardino” (2019), “A che punto siamo? L’epidemia come politica” (2020), “La follia di Hölderlin e Pinocchio” (2021), “L’irrealizzabile” (2022). Nel 2018 è insignito del Premio internazionale Nonino. (Fonte treccani.it)