Giuliano Gramigna nasce a Bologna il 31 maggio 1920. Si laurea in Giurisprudenza all’università di Milano nel 1948, nel 1952 inizia a collaborare con le pagine culturali del “Corriere della Sera” e poi con il periodico “Il piccolo Hans”. La sua produzione comprende opere di narrativa e di poesia, nonché traduzioni – Alain-Fournier e Charles-Louise Philippe. Muore a Milano il 15 aprile 2006. Qui citiamo: “Taccuino” (poesie, 1948), “Un destino inutile” (romanzo, 1958), “La pazienza” (poesie, 1959), “L’eterna moglie” (romanzo, 1963), “Robinson in Lombardia” (poesie, 1967), “Marcel ritrovato” (romanzo, 1969), “Esercizi di decomposizione” (poesie, 1971), “Il terzo incluso” (poesie, 1971), “L’Empio Enea” (romanzo, 1972), “Il testo del racconto” (romanzo, 1975), “Il gran trucco” (romanzo, 1978), “La menzogna del romanzo” (saggio, 1980), “Le forme del desiderio: il linguaggio poetico alla prova della psicoanalisi” (saggio, 1986), “La festa del centenario” (romanzo, 1989), “L’annata dei poeti morti” (poesie, 1998), “Quello che resta” (poesie, 2003), “Viaggio al termine del Novecento. Il romanzo italiano da Pasolini a Tabucchi” (saggio, 2003).