Iosif Brodskij nasce a Leningrado il 24 maggio 1940 da famiglia ebrea. A quindici anni lascia la scuola, lavora in fabbrica per un anno, tenta di studiare medicina, si dedica alle spedizioni speleologiche, molto in voga in quegli anni. A vent’anni partecipa a un torneo poetico presso il Palazzo della Cultura Gor’kij a Leningrado. Incontra Anna Achmatova, che diventa la sua protettrice. Nel febbraio 1964 viene arrestato con l’accusa di “parassitismo sociale” e nel marzo dello stesso anno condannato a cinque anni di lavori forzati. Nel 1972 viene costretto all’“emigrazione immediata”. Giunge in America ove insegna, presso l’università del Michingan, poesia e letteratura russa. Nel 1987 è insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Muore a New York il 28 gennaio 1996. La sua produzione, nella traduzione italiana, comprende: “Poesie” (1986), “Fuga da Bisanzio” (1987), “Il canto del pendolo” (1987), “Dall’esilio”(1988), “Fondamenta degli incurabili” (1991), “Marmi” (1995), “Poesie italiane” (1996), “Dolore e ragione” (1998), “Profilo di Clio” (2003), “Poesie di Natale” (2004), “Conversazioni” (2015), “E così sia” (2017).