Theàtrum, parola latina di origine greca (thèatron, propriamente “luogo destinato agli spettacoli”) la cui radice thaýma significa “ammirazione”, “meraviglia”.
Ecco, è qui che volevo arrivare, alla meraviglia.

Che cosa succede in teatro?
Succede che una bambina di nome Giulia va a teatro a vedere uno spettacolo dove recita il suo papà. La storia, ambientata a Milano, narra di una coppia moderna. Lui “intrippato” con il bio, il G.A.S., la fotografia sociale e il mercato equo e solidale. Lei, emigrata dal Sud, in cerca di un lavoro e di un’identità difficile da trovare. La parola condivisione ritorna spesso, è un mantra che non solo riguarda la coppia in questione, ma l’intera comunità metropolitana di Milano. Giulia ha già visto lo spettacolo, esattamente un anno fa, quando debuttò. Giulia fa il tifo per il suo papà. Giulia vede il suo papà sul palco, dove non è più il suo papà, bensì Andrea, il fotografo intrippato con il bio. Durante l’ora dello spettacolo succedono tante cose, c’è la musica, i cambi di scena, i colpi di scena. Ci sono le luci, il buio. Insomma, accade il teatro.
Alla fine dello spettacolo Giulia abbraccia il suo papà.
È emozionata.
E lo è perché il suo papà è tornato a essere quello di sempre: il suo papà e basta. Giulia capisce che il teatro non è la realtà: il teatro mette in scena la realtà.
Cala la notte. Il buio accarezza i sogni di Giulia. Il giorno dopo Giulia fa un disegno. Disegna il teatro. Disegna Andrea (il suo papà sul palco) e Felicita (questo il nome della protagonista dello spettacolo), disegna la pasta madre, le cassette della frutta che compongono i diversi luoghi e momenti dello spettacolo, il carrellino con cui Andrea e Felicita vanno in cascina, le scarpe rosse con il tacco alto alto di Felicita. Sotto, a destra, il titolo dello spettacolo: LogOut – L’amore al tempo dello sharing.
Quando Fabio, il papà di Giulia, ci ha mandato il disegno via what’s up, mi è venuta voglia di scrivere un articolo per Fantastoriare. Senza sapere cosa avrei scritto ma sapendo il perché.
Perché il teatro è un luogo dove accadono cose meravigliose. Dove si torna bambini, anzi, dove si è bambini. Noi, io, Beatrice, Simona e Fabio, ci siamo divertiti come bambini a mettere in scena LogOut. E oggi, a distanza di un anno dal debutto, siamo molto orgogliosi del disegno di Giulia. Tante cose sono accadute in questo anno, cose belle e cose anche più belle.
Il mio augurio è quindi questo: di trovare sempre più luoghi e momenti in cui la meraviglia accade. Tutto qui.

Grazie Giulia.

T.R.