Entro al Salone del Libro di Torino e mi sento come un sarto, un onesto sarto di paese, con un manichino quasi sempre svestito, le idee migliori disegnate di notte quando non mi riesce di dormire. Voi direte cosa c’entra un sarto al Salone del Libro di Torino? C’entra, perché quando entro al Salone del Libro di Torino mi sembra di essere alla settimana della moda. Niente abiti e modelle sulle passatoie rosse s’intende, ma libri. Libri in ogni angolo, e luci e gente che parla di libri e parole dette e parole urlate dentro i microfoni e baristi che non comprendono le ordinazioni, scrittori navigati che marciano sornioni, a passo lento, che risparmiano la voce, qualcuno che li acclama, altri che accarezzano libri appena acquistati, libri impilati in attesa di un acquirente: libri, libri e ancora libri. Ecco, se penso che circa 4500 battute delle cose che ho scritto ultimamente sono finite in un libro che s’intitola Repertorio dei matti della città di Milano a cura di Paolo Nori e che questo piccolo libro è circondato da tutti i libri del Salone del Libro di Torino, ecco, penso che io resterò sempre un piccolo sarto che cuce camicie sghembe annichilito dai maestri del cucito, dalle alte firme della moda italiana, germanica e mondiale e da uno sparuto gruppo di geniali stilisti inarrivabili.

Elvis Crotti – scrittore