Mario Tobino

Mario Tobino nasce a Viareggio il 16 gennaio 1910. Quivi trascorre l’infanzia e l’adolescenza, frequenta le elementari e quattro anni di ginnasio, mostrando subito atteggiamenti irrequieti e ribelli che segnano poi le sue scelte politiche in direzione anarchica e antifascista. L’ultimo anno di scuole superiori lo trascorre al liceo di Pistoia da dove, però, viene espulso. Per un periodo è in collegio presso i padri Salesiani a Collesalvetti e, nell’estate del 1927, lavora nella farmacia paterna come garzone. Quindi, nell’ottobre dello stesso anno, si iscrive al liceo Pellegrino Rossi di Massa, che abbandona nel 1931, conseguendo la licenza da privatista a Pisa. Nel 1931 s’iscrive alla facoltà di medicina dell’Università di Pisa, che frequenta per i primi due anni. Nel frattempo propone i suoi versi e collabora con numerosi periodici. Nel 1933 si trasferisce all’Università di Bologna. Nel 1936 si laurea in medicina e chirurgia. Nel 1939 entra in servizio presso l’ospedale psichiatrico di Ancona dove rimane per un anno. Nel 1940 parte per la Libia. Nel 1948 diviene primario all’ospedale psichiatrico di Maggiano, esperienza centrale per le opere successive. Nel 1961 inizia a collaborare con il “Corriere della sera” per cui scrive un pezzo al mese fino al 1985. Tra le sue opere ricordiamo: “Bandiera nera” (1950), “L’angelo del Liponard” (1951), “Il deserto della Libia” (1952), “Le libere donne di Magliano (1953), “La brace dei Biassoli” (1956), “Clandestino” (1962, premio Strega), “Sulla spiaggia e di là dal molo” (1966, premio selezione Campiello), “Una giornata con Dufenne” (1968), “Per le antiche scale” (1972, premio Campiello, nel 1975 Mauro Bolognini ne trae l’omonimo film interpretato da Marcello Mastroianni), “Biondo era e bello” (1974), “La bella degli specchi” (racconti, 1976, premio Viareggio), “Perduto amore” (1979), “Gli ultimi giorni di Magliano” (1982), “La ladra” (1984), “Il manicomio di Pechino” (1990). Muore ad Agrigento l’11 dicembre 1991. (fonte treccani.it)