Paolo Volponi nasce a Urbino il 6 febbraio 1924. Di famiglia agiata, nel 1939 s’iscrive al ginnasio-liceo Raffaello Sanzio di Urbino. Nel luglio del 1943 consegue la maturità classica e a settembre si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, sempre a Urbino. Chiamato alle armi dalla Repubblica sociale italiana, entra a far parte per breve tempo di una banda di partigiani. Nel 1947 si laurea in Legge e superato l’esame di procuratore legale, si iscrive all’albo dell’ordine forense. Inizia a scrivere le prime poesie. Nel 1954 va a Roma. Dirige la rivista “Centro sociale”, partecipa alla fondazione della rivista “Officina”. Due anni dopo assume la direzione dei servizi sociali dell’Olivetti a Ivrea. Lascia la Olivetti e nel 1975 diviene segretario generale della Fondazione Agnelli, ma quando annuncia pubblicamente che voterà per il Partito comunista alle imminenti elezioni amministrative, è costretto a dimettersi; dopo il voto nettamente favorevole per i comunisti, Gianni Agnelli gli chiede di tornare alla sua carica, ma Volponi rifiuta. Nel 1978 è tra i fondatori della rivista “Alfabeta”. Nel 1983 viene eletto senatore nel collegio di Urbino come indipendente nelle liste del Pci. Nel 1992 viene eletto alla Camera, ma le sue condizioni di salute si aggravano. Muore il 23 agosto 1994 ad Ancona. La sua produzione comprende: “Memoriale” (1962), ”La macchina mondiale” (1965, Premio Strega), “Caporale” (1974), “Il sipario ducale” (1975), “Il pianeta irritabile” (1978), “Il lanciatore di giavellotto” (1981), “Cantonate di Urbino” (1985), “Le mosche del capitale” (1989), “La strada per Roma” (1991, Premio Strega), “Scritti dal margine” (Saggi e articoli, 1994), “Il leone e la volpe” (1995). Poesie: “Il ramarro” (1948), “L’antica moneta”(1955), “Le porte dell’Appennino” (1960, Premio Viareggio), “Foglia mortale” (1974), “Con testo a fronte: poesie e poemetti” (1986), “Nel silenzio campale” (1990).