Paul Valéry, di padre francese e madre italiana, nasce il 30 ottobre 1871 a Cette (oggi Sète), nella Francia meridionale. Diplomatosi al liceo di Montpellier, segue la famiglia a Genova. Qui coltiva studi scientifici e giuridici. Consegue, infatti, la laurea in legge. Nel 1884 si trasferisce a Parigi ove trova lavoro presso il Ministero della guerra. Dal 1925 fa parte dell’Académie Française. Riveste negli anni cariche importanti; al consiglio dei musei, al centro universitario di Nizza. Assume la presidenza della commissione di sintesi per la cooperazione culturale per l’Esposizione universale del 1936. Nel 1939 diviene presidente onorario della SACEM (Société des auteurs, compositeurs et éditeurs de musique). Sotto l’occupazione nazista, poiché si rifiuta di collaborare, perde il suo posto d’amministratore a Nizza. Muore a Parigi il 20 luglio 1945. Tra le sue opere ricordiamo: “Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci” (1894), “La serata con il signor Teste” (racconto, 1896), “La giovane Parca” (poesie, 1917), “La crisi del pensiero e altri saggi quasi politici” (1919), “Album di versi antichi” (poesie, 1920), “Il cimitero marino” (poema, 1920), “Sguardi sul mondo attuale e altri saggi” (1931), “L’idea fissa“ (1932), “Goethe: spirito europeo” (1932), “Scritti sull’arte” (1936), “Degas: danza, disegno” (1938), “Cattivi pensieri” (1942), “Il mio Faust: abbozzi” (1946, postumo), “Storie infrante”, (1946, postumo), “Quaderni” (scritti tra il 1894-1945, pubblicati postumi 1957-61).