Doveva credersi bella, ma lui non la trovava bella. Gli piacevano soltanto quel suo viso un po’ pesto, quella pellicola di sottili rughe sulle palpebre che a volte prendevano dei riflessi violacei, e persino, in altri momenti, quella spossatezza che le piegava all’ingiù gli angoli della bocca.

(“Tre camere a Manhattan” – Georges Simenon)