Se la tua vocazione è scrivere, ti bastino una sedia, una scrivania, un taccuino. Se la tua vocazione è vivere, ti basti il sentiero con le sue epifanie. E quando sarai stanco, procurati un riparo caldo e silenzioso. La vita giungerà nel sogno senza bisogno di ricordarla. La differenza tra chi scrive e chi vive è questa: il primo elabora la storia, il secondo la riconosce. Il primo usa il segno, il secondo lascia l’impronta e l’uno e l’altra si riproducono all’infinito, attraverso infinite combinazioni. Solo l’oblio restituisce dignità alla storia. A chi la scrive.
A chi la vive.

T.R.