Non conoscevo un’altra vita, ma ricordavo vagamente che mio padre e mia madre non vivevano così: la loro allegria, i loro discorsi erano diversi, camminavano e sedevano sempre uno accanto all’altra, vicini. Spesso la sera ridevano a lungo, seduti alla finestra, cantavano forte; la gente in strada si radunava a guardarli. Le facce dei passanti, volte all’insù, mi ricordavano buffamente dei piatti sporchi dopo il pranzo.

(“Infanzia” – Maksim Gork’ij)