A chiedere scusa ci si educa – e adesso so che è un processo accidentato -, mentre a casa mia non ci si confronta, si grida e si aggredisce, o si sta zitti. Non siamo stati abituati a parlare tra noi, figuriamoci a scusarci. Fuori, ognuno di noi ha una vita sociale, ha amici, occasioni di confronto, c’è la politica, ci sono assemblee, dibattiti, confidenze, in famiglia ci sono soltanto urla e silenzio.

(“Il fuoco che ti porti dentro” – Antonio Franchini)