
Il sole saliva rapido nell’azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie. Erano due forze contrarie e concordi, che procedevano inesorabili per incontrarsi fatalmente in un’ora prestabilita, allo scoccare di un minuto. La linea è sgombra. Per chilometri e chilometri essa attraversa un paese completamente deserto. Non vi accade mai nulla di grave, non una frana, non uno di quei raccapriccianti disastri che rendono impraticabili per alcune ore, e talvolta anche per interi giorni, le strade ferrate. I treni, due in tutto, passano da Silvi con una puntualità perfetta. Anche quel treno arrivò e partì senza perdere un minuto, alle sei e mezzo precise.
(“Una notte nella stazione di Silvi” – Umberto Fracchia)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…