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Lo stigma della vera libertà

La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un filo di gelosia per chi la conoscerà adesso, bella, realizzata e risolta; ma non riesco a fare a meno di provare anche un moto d’orgoglio, per questa donna che ho visto nel pozzo di una disperazione che sembrava definitiva, invincibile, e che invece è riuscita […] a fare quello che secondo alcuni è lo stigma della vera libertà: tramutare il “così è stato” in un “così ho voluto che fosse”, smettendo di subire il passato e cominciando a considerarlo una propria scelta. Mi pare l’unico modo – quanto meno il più onesto – in cui si possa essere artefici del proprio destino: non tanto fare della propria vita ciò che si vuole, quanto piuttosto fare in modo di desiderare ciò che ci è toccato.

(“L’idiota di famiglia” – Dario Ferrari)

T.R.

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