E allora non comprendevo le violette: ma soltanto il loro odore come una serenata alla luce. […] e sentivo, allora, una primavera paziente, tutta dipinta di silenzii casalinghi, e non volevo convincermi di trovarmi sempre solo, come se fossi andato a spasso e non avessi più voglia di tornare a casa.

(“Bestie” – Federigo Tozzi)