
Astrov: «(…) È un pezzo che non amo più nessuno».
Sonja: «Nessuno?»
Astrov : «Nessuno. Una certa affezione io la sento solo per la vostra vecchia bambinaia: per tanti vecchi ricordi… I contadini sono tutti uguali, tutti ignoranti, vivono nella sporcizia… e con gli intellettuali, poi, è difficile andar d’accordo. Annoiano. Tutti i nostri buoni conoscenti hanno idee meschine, meschini sentimenti e non vedono più in là del proprio naso: sono semplicemente degli stupidi. Quelli poi che sono un po’ più intelligenti e che hanno una loro propria personalità, sono nevrastenici, sono rosi dal tarlo dell’analisi, della riflessione… non fanno che lagnarsi, odiare, calunniare; s’avvicinano diffidenti ai loro simili, li guardano di traverso e trinciano giudizi: “Oh, quello è un nevrastenico!”; oppure: “Quello è un chiacchierone!”. E quando non sanno che etichetta appiccicarti in fronte, allora dicono: “Quello è uno stravagante, uno stravagante!”.
Io amo i boschi: ciò è strano; io non mangio carne: anche questo è strano. Con gli uomini e con la natura non ci sono più rapporti diretti, puri, liberi… No, e poi no!»
(“Zio Vanja” – Anton Čechov)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…