
[…] credo che chi scrive poesie deponga formule in una memoria, parole meravigliose e antiche, per indicare una pietra o una foglia, congiunte l’una all’altra oppure spezzate da nuove parole, nuovi segni per indicare la realtà; e sono certa che chi plasma queste formule ne sia anche rapito insieme al proprio respiro, che egli fornisce come prova non richiesta della loro veridicità.
(“A occhi aperti” – Ingeborg Bachmann)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…