Del poco che viviamo
il più è alterato;
dal filtro malefico dell’insicurezza,
dal filtro magico del bisogno.
E quando a distanza di tempo
– poco o tanto che sia –
si torna a quella magia,
a quel maleficio,
si prende coscienza dell’immane bellezza
dell’esser stati vivi.
E allora accade che i filtri, i veli, le maschere
svaporino.
E incanutiti – più lenti – lontanissimi da tutto,
ringraziamo la vita di averci donato
l’amore per gli altri.

T.R.