
The macro view of old clock mechanism
Un uomo stempiato è al cospetto di questa donna silenziosa che con occhi bassi scruta il tessuto del suo abito. Si sono incontrati davanti al Cinema Europa; alle ore 17 in punto si stringevano la mano.
«Ludovico».
«Nicole».
«Piacere».
Un appuntamento al buio, come si usa dire. Combinato da una comune amica. La donna rimane silenziosa davanti al suo latte macchiato. L’uomo ha ordinato un caffè. Sono le 17.23, il lento ticchettìo dell’orologio a parete sopra il lento vociare dei pochi avventori – è un mercoledì – modula questo tenace silenzio. «E dunque…», prova a dire. Ma chi? Da quest’angolo del locale molto è indistinguibile.
17.24.
Un uomo anziano che siede lì vicino s’alza in piedi. La donna ha un sussulto; s’era persa dentro pensieri ispidi a causa del suo cuore impoverito. Si domanda perché ha ceduto alle insistenze dell’amica. L’uomo vorrebbe cogliere l’occasione per dire ciò che s’addice a un primo appuntamento. Ma le parole sono stanche. L’orologio a parete fa uno scatto all’indietro.
17.23.
T.R.
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