Secondo la mamma, dopo che Atena trasformò Medusa in un mostro gli ateniesi la chiusero in una carrozza blindata trainata da cento cavalli ciechi e la liberarono ai confini della notte insieme alle altre Gorgoni. Esiodo racconta che Perseo, il figlio di Zeus e Danae, aiutato da Atena che ancora odiava Medusa, armato di uno specchio, la uccise.
Esiodo si sbagliava.
Medusa fu presa in custodia dalle Muse, figlie di Zeus e Mnemosine, che la tennero nascosta in una grotta del monte Elicona. Quando andavano a visitarla indossavano un cappuccio con dei bottoni di corno di stambecco cuciti al posto degli occhi. Clio, la musa della Storia, le insegnò a tramutare gli uomini in statue perché all’inizio Medusa, non controllando bene il suo potere, li trasformava in massi, pietre senza forma e rocce. Una volta, durante una battaglia contro un esercito di Persiani, lasciò alle sue spalle un campo di ghiaia. Con il tempo e gli insegnamenti delle muse imparò a rendere i mortali opere d’arte.

(“Il custode” – Niccolò Ammaniti)