
Con i piedi penzoloni Hauviette e Giovanna parlavano: dei fratelli, delle madri, degli amori e delle paure, di come i cani si mettevano sulla groppa delle cagne e poi quelle dopo un poco di tempo facevano i cuccioli. E anche dei francesi, e degli inglesi e dei borgognoni, di cui sapevano più cose certe che del modo in cui si potevano fare i figli. Perché le bambine stavano nella guerra senza volerlo, come si sta in casa mentre i genitori litigano: assumendosene tutta la violenza e la responsabilità, ma senza poterci fare nulla.
(“La ragazzina” – Valeria Parrella)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…