Fu il fischio di un treno a scuotermi e solo allora riconobbi la stazione, là dietro i fantasmi irrigiditi degli alberi. All’improvviso tutto mi parve così semplice. Senza più un pensiero, ogni residuo di forza ispidamente raccolto solo per tenere a bada la paura e l’enormità indecifrabile che era il mondo, attraversai il giardino, scoprii l’accelerato notturno per Savona, poi Ceva, fino a Torino…

(“L’ombra delle colline” – Giovanni Arpino)