
A chiedere scusa ci si educa – e adesso so che è un processo accidentato -, mentre a casa mia non ci si confronta, si grida e si aggredisce, o si sta zitti. Non siamo stati abituati a parlare tra noi, figuriamoci a scusarci. Fuori, ognuno di noi ha una vita sociale, ha amici, occasioni di confronto, c’è la politica, ci sono assemblee, dibattiti, confidenze, in famiglia ci sono soltanto urla e silenzio.
(“Il fuoco che ti porti dentro” – Antonio Franchini)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…