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Con la convinzione della mia immaginazione

Il racconto fotografico è un racconto immaginifico, che parte cioè dall’immagine per approdare all’immaginazione. Questo in teoria. Nella pratica è un gioco che fanno i bambini composto di colla, fotografie, cartoncino, forbici, colori e fantasia. 
Nel mondo dei bambini la forza che muove la creazione risponde a leggi quali l’imitazione del mondo, la mimesi esperienziale, l’inganno innocente e la bugia protettiva. La coerenza dei loro racconti parte da qui. Ed è bello osservarli mentre si bisbigliano l’indicibile, timorosi di fissare sulla carta ciò che hanno appena intuito. In questo nuovo ciclo de “I Lunedì fantastici” parto dalle fotografie per costruire una storia. Seguendo il binomio fantastico di Rodari faccio scegliere loro due foto; queste, pescate dal mucchio, sono afone, ma nelle loro mani prendono voce. Qualcuno le ritaglia, qualcuno le incolla per intero, si lavora in gruppi di tre o da soli. Chi per terra, chi in piedi con il supporto del tavolo. Senza scarpe, senza pesi. L’idea per questo nuovo ciclo mi è stata suggerita dal bel libro di Elisa Lauzana e Irene Lazzarin, “Camera Buisssima”. “Un viaggio”, come recita il sottotitolo, “alle origini della fotografia tra storie, invenzioni ed esperimenti”.  Il punto culminante di un lavoro di tre anni con una scuola primaria. «[…] un racconto corale, in cui bambine e bambini sono stati considerati non destinatari passivi di contenuti prestabiliti ma co-autori del progetto…». E più avanti le autrici dicono: «La storia della fotografia è anche una storia dello sguardo moderno, di un modo, o meglio di molti modi, di guardare alla realtà e di comunicarla».

Interno del libro “Camera buisssima”

Da questo primo incontro de “I lunedì fantastici” nascono racconti diversi da cui emerge, tuttavia, il bisogno di tornare a casa, di avere un amico, di essere amati. Lo sguardo che i bambini hanno sul mondo non è poi così diverso dal nostro. Forse è ancora poco contaminato dall’esperienza e quindi colmo di fiducia. Non sono preoccupata per il loro futuro, come molti. Sono, invece, certa che finché ci saranno persone disposte ad ascoltarli, come Elisa e Irene, ad esempio, e a renderli partecipi, co-autori del mondo, nulla sarà mai davvero perduto.

T.R.

[«Io scrivo con la convinzione della mia immaginazione» – Raymond Carver]

T.R.

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