
Ciò che mi rimane soprattutto impresso, quando penso al lager, ciò che per così dire mi si fa sempre più vicino, mentre sul posto quasi non si avvertiva, o non si avvertiva più di tutto il resto: gli steli che vibrano sui baluardi rossastri, e il fatto che dappertutto, ovunque ci trovassimo, non si vedesse che il cielo.
(“Diario di antepace” – Max Frisch)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…