
Non diciamo, Domani farò, perché la cosa più sicura è che domani saremo stanchi, diciamo piuttosto, Dopodomani, avremo sempre un giorno d’intervallo per cambiare idea e programma, ma sarebbe ancor più prudente dire, Un giorno deciderò quando sarà il giorno di dire dopodomani, e forse non sarà neanche indispensabile, se la morte ultima verrà, a scioglierci dall’impegno, ché questa, sì, è la cosa peggiore del mondo, l’impegno, libertà che a noi stessi neghiamo.
(“L’anno della morte di Ricardo Reis” – José Saramago)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…