[…] Tecnicamente, il gioco delle associazioni si svolgeva su quello che i linguisti chiamano «asse della selezione» (Jakobson), come una ricerca delle parole vicine lungo la catena del significato. […] Nel lavoro del poeta, dice Jakobson, l’«asse della selezione» si proietta sull’«asse della combinazione»: può essere un suono (una rima) a evocare un significato, un’analogia verbale a suscitare la metafora. Quando il bambino inventa una storia, succede la stessa cosa. Si tratta di un’operazione creativa che ha anche un aspetto estetico: qui ci interessa in relazione alla creatività, non all’arte.

(“Grammatica della fantasia” – Gianni Rodari)