Venerdì 24 gennaio 2025, settimo incontro con la Palestra di scrittura presso il Binario 81 a Fabriano. Chiedo ai partecipanti di portare un quaderno, una penna e un giocattolo. L’intento di oggi è di giocare. Esordiamo con una risata fragorosa prima di cimentarci con acrostici, staffette di parole, lipogrammi. Divertĕre significa letteralmente volgere altrove, allontanare, stornare; dare una direzione diversa al proprio sguardo, alla propria attenzione. Di solito il divertimento si associa al gioco [dal latino iŏcus «scherzo, burla»], a quell’attività liberamente scelta cui ci si dedica senza fini immediati se non lo svago e la ricreazione. Nel nostro caso giochiamo con le parole e questo ci permette di spingere alle estreme conseguenze il processo di straniamento delle parole e del loro significato. Combinandole a caso e imponendoci di non utilizzarne alcune ci sottomettiamo alla necessità imposta dalla regola. Così il testo senza la “E” e quello usando solo parole con la “P”; oppure la staffetta di parole. La creatività stressata dalla limitazione esplode in direzioni inattese e inconcepibili. Ecco il potere del gioco, ecco «l’autentica attività del pensiero» cui allude Piaget. Concludiamo la serata scrivendo un testo in forma libera dando voce al punto di vista del giocattolo. Emergono storie di giraffe, temperamatite, calamite, libri; s’ode, forse per la prima volta, la voce dei nostri compagni d’infanzia.
Ringrazio come sempre tutti i partecipanti e Federica di Binario 81 per l’ospitalità e l’amorevole cura delle sue pietanze.

«Mi sento un po’ in minoranza diciamo
Diciamo che se avesse beccato il citofono giusto sarebbe arrivata prima
Prima stavo aspettando in macchina e ho avuto paura del vento
Il vento mi scompiglia i capelli ma mai quanto ha scompigliato il cuore
Il cuore c’è, ma non si vede
Si vede solo ciò che è sotto, sopra e a lato
Il lato bello delle cose ognuno lo vede
Vede solo quello che sente la sua anima
Anima mia
Mia o tua non fa differenza
La differenza di essere veri
Veri sono sempre gli occhi dei bambini
Bambini tutta la vita!»
(La prima delle due staffette di parole a opera di Annaclaudia, Caterina, Chiara, Daniela L., Daniela M., Davide, Federica, Isabella, Marina, Roberta, Rossella, Sandra).

T.R.