I simboli che ciascuno di noi porta in sé, e ritrova improvvisamente nel mondo e li riconosce e il suo cuore ha un sussulto, sono i suoi autentici ricordi. […] Bisogna sapere che noi non vediamo mai le cose una prima volta, ma sempre la seconda. Allora le scopriamo e insieme le ricordiamo. Ciascuno ha una ricchezza intima di figurazioni […] le quali compongono il vivaio di ogni stupore.

(“Raccontare è come ballare” – Cesare Pavese)