17 marzo 2025, terzo appuntamento con “i Lunedì fantastici”. Oggi ho con me la macchina da scrivere e dopo aver concluso il solito giro di domande all’oracolo [Opocaj alias Jacopo chiede «Sposerò mai una pecora?» e l’oracolo risponde «Ti serve un’idea brillante!»], a turno i bambini scrivono frasi destinate a Gianni della libreria. Ne risulterà un oracolo indecifrabile. Tra i vari libri che ho con me oggi c’è anche “senza paura. catalogo illustrato delle paure” di Peter Goes. I bambini lo sfogliano leggendo a voce alta le più strambe fobie; decidiamo di inventarne di nuove, ammesso che sia possibile. Nascono così: la stivalofobia, la fobia di indossare stivali (Jacopo), la marciafobia, la paura dei marciapiedi (Ilaria), la consecotalefobia, la paura delle bacchette cinesi (Giada), la vestitistrambofobia, la fobia delle persone vestite con maglia rosa salmone e i jeans bianchi strappati con le adidas rosse e gli occhiali verdi e gialli (Maddalena), l’artifobia, la paura degli arti (Nadia), la fantafobia, la paura dei lunedì fantastici (io). Poi Giada prende “Il buco” di Anna Llenas – lei e Nadia l’hanno già letto in classe, mi dice – e lo rilegge a voce alta per noi. Questo stimola un’attività che rimandiamo al prossimo lunedì perché sono già le sette di sera e i genitori si affacciano all’orizzonte.

T.R.