
Il giardiniere Michaìl Kàrlovič si volse verso di noi e disse: — Per quanto riguarda me, signori, io accolgo sempre con entusiasmo le sentenze di assoluzione. Io non ho timori per la virtù e per la giustizia, quando dicono: “innocente”, al contrario ne provo piacere. Perfino quando la mia coscienza mi dice che, assolvendo un delinquente, i giurati hanno commesso un errore, anche allora sono esultante. Giudicate voi stessi, signori: se i giudici e i giurati credono più all’uomo che agli indizi, alle prove materiali e alle requisitorie, questa fede nell’uomo non è forse di per se stessa superiore a tutte le considerazioni del mondo?
(“Il racconto del giardiniere capo” – Antòn Pavlovič Čechov)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…