
Per terra c’era una foglia, aveva lo stesso colore del marciapiede. Intorno ce n’erano altre uguali, strette lunghe e argentate, però lei si comportava in modo diverso. Quando mi avvicinavo per guardarla, la foglia diventava un occhio, mi fissava indagandomi.
(“Foglia d’argento” – Matteo Gubellini)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…