
Passò ancora tanto tempo: giorni, mesi, anni… chissà, non chiedetemi esattamente quanto restai ad attendere.Non misuriamo il tempo nello stesso modo, non saprei come rispondervi.
Fu allora, in quella mia immobile attesa insieme a tanti altri sassi, che mi resi conto di quanto fossimo incredibilmente diversi gli uni dagli altri, ma questa consapevolezza non mi turbò affatto: la nostra diversità mi apparve piuttosto una grande ricchezza. Il colore, la forma e la dimensione di ciascuno di noi sono la nostra voce. Vi racconta da dove veniamo, quanta strada abbiamo percorso, quale potente, grandioso processo ci ha generati e quanto, tutti insieme, rendiamo variopinta la superficie di questo pianeta,
trasformandola in un eterno divenire.
(“Storia di un sasso” – Rita Cesareo, Davide M. Lucchesi)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…