
Fu il fischio di un treno a scuotermi e solo allora riconobbi la stazione, là dietro i fantasmi irrigiditi degli alberi. All’improvviso tutto mi parve così semplice. Senza più un pensiero, ogni residuo di forza ispidamente raccolto solo per tenere a bada la paura e l’enormità indecifrabile che era il mondo, attraversai il giardino, scoprii l’accelerato notturno per Savona, poi Ceva, fino a Torino…
(“L’ombra delle colline” – Giovanni Arpino)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…