
Quand’ero piccolo, avevo rischiato di cadere nel pozzo; quando fui grande, rischiai di cadere nella parola “eternità”; e anche in molte altre parole: “amore”, “speranza”, “patria”, “Dio”.
Ogni anno avevo l’impressione di essere scampato e di procedere oltre. Non procedevo; cambiavo soltanto parola, e questa la chiamavo liberazione.
(“Zorba il greco” – Nikos Kazantzakis)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…