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Miniatura #4

Una donna non più giovane, dal portamento dimesso, attende che si compia l’alba. È sveglia dalle 2.37 di questa notte. Succede così da diversi mesi. Il volto della donna non mostra anni anagrafici. Dalle rughe ai bordi degli occhi, rughe lievi, si intuisce di lei che ha poco pianto, sorridendo, invece, sovente, d’imbarazzo. Nel solco ossessivo tra i due sopraccigli emerge una tendenza alla riflessione. Dei sentimenti v’è traccia solo nella postura. Guardinga. Anche adesso che con gli occhi eccitati attende l’alba, la donna ha le braccia conserte e imprime al gesto una forza non necessaria. Nella mente le si affacciano pensieri minuti, rivolti alle mansioni domestiche, agli impegni del calendario. Una volta che si compirà l’alba, come ormai accade da diversi mesi, la donna libererà le braccia, si solleverà dalla sedia con piccole algìe da postura, e ritornerà a letto. Non è dato sapere se la donna dormirà nel lasso di tempo tra l’alba e il suono della sveglia. L’unica certezza, a oggi, è che domani il rito dell’attesa si compirà tal quale. Sullo sfondo di un circo invisibile.

T.R.

T.R.

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