
Io quella terra
l’ho sentita a piedi nudi.
Quando il caldo insonnoliva,
scappavamo.
Sotto gli ulivi
come le cicale
a rubare ombra.
A impastare foglie in poltiglia, senz’acqua.
Non ce n’era, anche volendo.
Io quella terra
l’ho guardata in faccia
nei pomeriggi di nulla.
Le sue crepe
erano bocche
che sputavano sale.
Sempre a un passo dalle fiamme.
L’ho annusata forte.
Di cenere l’odore, alla sera.
E gelsomino
a volte.
L’ho assaggiata, sì.
I pomodori
li rubavamo alle piante.
Le pere,
sapevano di linfa.
Quella terra
io, non me la levo.
Sporchi fino ai capelli,
in mutande e canottiera,
speravamo il mare.
(Poesia di Daniela Liguori)
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