Professionisti dell’esperienza? Ma se hanno trascinato la loro vita nel torpore e nel dormiveglia! Si sono sposati in fretta, per impazienza, e hanno messo al mondo figli, a caso. Si sono incontrati con gli altri nei caffè, ai matrimoni, ai funerali. Di tanto in tanto, presi in un gorgo, si sono dibattuti, senza capire cosa gli capitava. Tutto ciò ch’è avvenuto attorno a loro, è cominciato ed è finito senza che se ne avvedessero; lunghe forme scure, avvenimenti che venivano di lontano, li hanno sfiorati rapidamente e quando essi si son voltati per guardare, erano già finiti. Poi, verso i quaranta, battezzano le loro piccole ostinazioni e qualche proverbio col nome d’esperienza, e cominciano a fare i distributori automatici: due soldi nella fessura a sinistra ed ecco aneddoti avvolti in carta argentata; due in quella di destra e si ricevono consigli preziosi che ti s’incollano ai denti come caramelle.

(“La nausea” – Jean-Paul Sartre)