
Doveva credersi bella, ma lui non la trovava bella. Gli piacevano soltanto quel suo viso un po’ pesto, quella pellicola di sottili rughe sulle palpebre che a volte prendevano dei riflessi violacei, e persino, in altri momenti, quella spossatezza che le piegava all’ingiù gli angoli della bocca.
(“Tre camere a Manhattan” – Georges Simenon)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…