
Corsi al suo capezzale e lo trovai con gli occhi aperti. «Cosa c’è papà?» domandai. «Cosa vuoi?» Gli occhi erano vitrei, ma al suono della mia voce girarono lentissimamente, percorrendo una grande distanza, finché li ebbi puntati addosso. Ho detto puntati addosso, ma in realtà si fissarono su un punto immediatamente di fronte a me e uno subito dietro di me, così che mi trovai come racchiuso tra due parentesi, nella terra di nessuno del suo sguardo.
(“La morte asciutta” – Anatole Broyard)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…