
Per ridurre al minimo gli errori, il Censore cui interiormente il poeta sottopone via via la propria opera dovrebbe essere non un singolo, ma un comitato. Tale comitato dovrebbe includere, ad esempio, un figlio unico ipersensibile, una esperta massaia, un logico, un monaco, un buffone irriverente, e magari anche, oggetto da parte di tutti gli altri di un odio che egli ricambia con pari avversione, un brutale e sboccato sergente che considera tutta la poesia nient’altro che spazzatura.
(“La mano del tintore” – W.H. Auden)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…