
Già da bambino, infatti, mi era molto più facile trattare con la natura piuttosto che con gli uomini. Trovavo in essa una specie di lealtà che rendeva possibile un silenzioso, affettuoso dialogo; mentre tra gli uomini, troppo spesso subdoli e interessati, mi dibattevo disorientato, del tutto impreparato. Questa contrapposizione tra mondo naturale e mondo sociale era ai miei occhi addirittura la contrapposizione tra felicità e infelicità.
(“Giorno per giorno, l’avventura” – Walter Bonatti)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…