
Già la loro bruttezza, confrontata con la gente di qui: la loro pelle rosea da salsicce viennesi, orribili, vivono perché c’è la penicillina, ecco tutto, e invece le arie che si danno come se fossero felici perché americani, perché liberi da inibizioni, invece sono solo rumorosi e screanzati – tipi come Dick, che mi ero preso ad esempio! -, come stanno in piedi con la mano sinistra in tasca, la spalla appoggiata al muro, l’altra mano col bicchiere, disinvolti, i protettori dell’umanità, la loro abitudine di battere la mano sulla spalla, il loro ottimismo fino a che non sono ubriachi, allora crisi di pianto, fine della razza bianca, il vuoto tra i loro lombi.
(“Homo Faber” – Max Frisch)
Immaginare è un verbo affabulatore, latore di favole. La mente crea le immagini...
Il sole saliva rapido nell'azzurro, il treno correva veloce sulle rotaie...
Ci siamo fermate una di fronte all'altra, così sole e vicine, io immersa fino al…
Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose…
La guardo e subito sento una fitta di dolore per averla persa, e pure un…