
Sono sulla soglia di questa porta e rimango un passo indietro. Cosa vedo? Cosa immagino? La scrittura inizia da qui. Una minima porzione di realtà aumentata dalla mia immaginazione. Il colore della facciata non è omogeneo. Cosa mi comunica questo dettaglio? E la scala – noto un pannello di legno e uno straccio appoggiato – dove conduce? La scrittura è fatta di odori e suoni e, a volte, un unico ricordo può far emergere entrambi; ecco, quindi, il tavolaccio di legno, stretto e unto, ove la nonna batteva la carne, il batticarne con il manico in ferro e la parte battente in bronzo. Era pensate, freddo; i gesti agili. Dal cortile trapela il suono del batticarne di mia nonna reciso, per poco, dal frullo di nascoste ali entro la chioma di una gaggìa. La realtà e l’immagine. L’immagine e l’immaginazione. La potenza del ricordo. La scrittura è atto di emersione più che di creazione.
T.R.
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