
Sono cespugli di more,
occhio sbarrato per l’aquilone fra le nubi,
punti d’infanzia oltremontani così rinvengono
e fanno ragnatela attorno al camino.
Schiere di volti in trasparenza
danno esca ad altro tempo,
specchio che s’infrange nell’ultima fiamma della brace.
Eppure sappiamo che è pietà il silenzio,
che non giova il risveglio dei fantasmi,
che non rimanda il vento il suono
di terreni calpestati.
Ma è il margine che manca,
quello che separa i papaveri dal prato.
(“Poésie” – Franco Prete)
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